<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vanilla Marketing</title>
	<atom:link href="https://vanillamarketing.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://vanillamarketing.it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 07:14:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>
	<item>
		<title>hello world</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 07:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/</guid>

					<description><![CDATA[<p>hello world</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/">hello world</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>hello world!</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/">hello world</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/hello-world-496911/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione-2/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 08:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scatti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=8005</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Il secolo vuole violenza, ma abbiamo soltanto esplosioni abortive. Le rivoluzioni sono tagliate verdi, oppure riescono troppo in fretta. La passione si estingue subito. Gli uomini ripiegano sulle idee. Nulla dura più di ventiquattr’ore. Viviamo un milione di vite nello spazio d’una generazione.” Abituati alla frenesia, assuefatti dalla velocità. Abbiamo siglato con il nostro tempo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione-2/"></a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Il secolo vuole violenza, ma abbiamo soltanto esplosioni abortive. Le rivoluzioni sono tagliate verdi, oppure riescono troppo in fretta. La passione si estingue subito. Gli uomini ripiegano sulle idee. Nulla dura più di ventiquattr’ore. Viviamo un milione di vite nello spazio d’una generazione.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abituati alla frenesia, assuefatti dalla velocità. Abbiamo siglato con il nostro tempo un contratto a chiamata. Lottiamo per avere una manciata di ore per noi stessi, e quando finalmente l’abbiamo, ci dimentichiamo di cosa dovevamo farci. Aiutato dalle parole di Henry Miller e dalle persone che affollano le mie giornate, racconterò quei piccoli momenti di lentezza, che si inseriscono, audaci, nelle immagini del quotidiano.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione-2/"></a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come fare Google ADS con poco budget a disposizione</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7950</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un mondo ideale, ogni imprenditore avrebbe a disposizione delle ingenti somme di denaro da investire in pubblicità per far conoscere la propria attività a quante più persone possibili. La realtà, però, è ben altra cosa. Chi gestisce una piccola-medio impresa deve selezionare accuratamente i canali attraverso cui promuovere la sua azienda e, molto spesso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione/">Come fare Google ADS con poco budget a disposizione</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un mondo ideale, ogni imprenditore avrebbe a disposizione delle ingenti somme di denaro da investire in pubblicità per far conoscere la propria attività a quante più persone possibili. La realtà, però, è ben altra cosa. Chi gestisce una piccola-medio impresa deve selezionare accuratamente i canali attraverso cui promuovere la sua azienda e, molto spesso, deve fare affidamento su budget ridotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra gli strumenti con cui un imprenditore può sponsorizzare il suo progetto online e intercettare il proprio pubblico di riferimento c’è sicuramente <a href="https://vanillamarketing.it/google-ads-cose-come-funziona-e-perche-dovresti-investire-nel-modo-giusto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google ADS</a>, una piattaforma in cui, attraverso varie tipologie di campagne, si possono creare degli annunci pubblicitari che fanno conoscere nel mondo del Web un’attività al target selezionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una preziosa risorsa nelle mani di chi è a capo di un’azienda e che può essere presa in considerazione anche se si intende investire poco budget all’interno della propria strategia di marketing. Chiaramente, però, in questo caso occorre una pianificazione nei minimi dettagli nel momento in cui si accede a Google ADS e si decide di avviare una o più campagne pubblicitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo quindi come si può operare con pochi euro giornalieri in questa piattaforma e alcuni consigli cruciali per ottenere conversioni anche con un investimento ridotto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il budget in Google ADS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di entrare nel dettaglio delle strategie da mettere in atto se ci si trova a operare utilizzando un budget ristretto è bene fare un piccolo riassunto di come funziona il budget in Google ADS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la creazione di una campagna, qualunque essa sia rispetto alle tipologie esistenti nello strumento, c’è bisogno di&nbsp;<strong>indicare su base giornaliera il tetto massimo di budget che la campagna può spendere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perciò, se si imposta un budget giornaliero pari a 10€, la piattaforma non potrà spendere una cifra maggiore durante le 24h. In realtà, però, non è proprio così: in alcune giornate, la piattaforma può arrivare a impiegare anche il doppio del budget giornaliero prestabilito se lo ritiene opportuno in base a dei meccanismi di machine learning, ma cercherà comunque di compensare questa spesa eccedente il limite nei giorni successivi. A ogni modo, alla fine del mese la campagna non spenderà mai più del budget giornaliero prefissato moltiplicato per 30,5 ossia il numero medio di giorni che i mesi presentano.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2024/03/impostazione-budget-1024x333.jpg" alt="" class="wp-image-7671"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Creare campagne Search con poco budget</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tipologia di inserzione pubblicitaria forse più conosciuta in Google è la campagna Search, ossia una sponsorizzazione che fa comparire degli annunci testuali in corrispondenza della digitazione da parte dell’utente di specifiche query nella barra di ricerca del colosso statunitense Big G.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Questo tipo di campagna viene creata selezionando delle keyword per cui far apparire gli annunci creati e, come si potrà intuire, cercare di “aggredire” parole chiave dal volume di ricerca elevato e, di conseguenza, dal CPC più alto non è una buona strategia. Decisamente meglio&nbsp;<strong>intercettare delle keyword più specifiche</strong>, dirette a una particolare nicchia, che, ovviamente saranno caratterizzate da un volume di ricerca medio mensile più basso, ma a cui si accompagnano anche dei costi per clic inferiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Una previsione del CPC legato a una parola chiave viene fornito dallo Strumento di ricerca delle parole chiave di Google ADS (in una forbice dai pagamenti più bassi a quelli più alti), tuttavia, si parla appunto di una previsione in quanto il reale costo per clic sarà individuato solo dopo che la campagna verrà accesa e sarà compito dell’inserzionista monitorarlo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2024/03/keyword-planner-cpc-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-7672"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i primi giorni dall’avvio di una campagna si cominciano a recuperare i primi dati sull’andamento della sponsorizzazione all’interno delle varie sezioni. Nel caso di una campagna Search, la schermata che va assolutamente controllata è quella relativa ai Termini di ricerca (si trova sotto la tab Approfondimenti e report). In essa è possibile attenzionare le parole chiave per cui gli annunci originati da noi sono comparsi. Dunque, è strategicamente corretto&nbsp;<strong>rimuovere e mettere come parole chiave escluse quelle keyword per cui non si vuole apparire con i propri annunci</strong>, in quanto si tratta di parole chiave caratterizzate da un CPC troppo alto o perché poco attinenti con ciò che si sta promuovendo attraverso la campagna Search.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di parole chiave escluse, alcune di esse che vanno inserite a priori quasi sempre, ossia prima dell’avvio della campagna, sono: “consigli”, “guida”, “come”, “cosa”, “wikipedia”, “video” e “login”. Sono keyword che non esprimono un intento transazionale, ossia di acquisto o di azione da parte dell’utente, ma informativo, mentre nella maggioranza dei casi le inserzioni in Google ADS hanno l’obiettivo di invitare l’utente ad acquistare un prodotto o un servizio o fargli fare una determinata azione. A ogni modo, queste parole vanno prima analizzate per sapere se hanno qualche riscontro in termini di conversione. Questo semplice intervento può far risparmiare parecchio nel caso in cui ci si trovi a lavorare con un budget risicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Una strategia piuttosto efficace quando si avviano delle campagne Search consiste nel fare affidamento sullo SKAG (Single Keyword Ad Group). Spiegamone il funzionamento: dopo aver raccolto una buona mole di dati,&nbsp;<strong>ci si concentra su un’unica parola chiave che è stata in grado di portare il maggior numero delle conversioni</strong>&nbsp;usando la&nbsp;<a href="https://support.google.com/google-ads/answer/2407781?hl=it#:~:text=Un%20tipo%20di%20corrispondenza%20delle,intenzione%20della%20tua%20parola%20chiave." target="_blank" rel="noreferrer noopener">corrispondenza esatta</a>&nbsp;e includendola in un solo gruppo di annunci. Agendo così, si evita di sprecare budget su keyword che non portano alla conversione e che, perciò, non hanno un riscontro economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Creare campagne Display con poco budget</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le inserzioni che fanno comparire dei banner pubblicitari quando gli utenti che si vogliono intercettare stanno visitando altri siti web, cioè le campagne Display,&nbsp;<strong>rappresentano di per sé un’eccellente soluzione</strong>&nbsp;nell’eventualità in cui si debba lavorare con pochi euro giornalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché i CPC medi delle inserzioni Display sono molto più contenuti rispetto a quelli, ad esempio, delle campagne Search, dal momento che sponsorizzazioni di questo tipo vanno a intercettare una domanda latente da parte dell’utente, ossia un bisogno non espresso in modo diretto o di cui non si ha consapevolezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un esempio di settaggio delle campagne</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Avendo a disposizione poco budget per sponsorizzare i propri prodotti o servizi in Google ADS è necessario accendere un numero ristretto di campagne (mettendo da parte inserzioni più elaborate come le <a href="https://vanillamarketing.it/smart-shopping-una-rivoluzionaria-tipologia-di-campagna-in-google-ads/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart Shopping</a>) e, soprattutto, utilizzare la logica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Provando a immaginare una strategia, il nostro consiglio è quello di partire con una&nbsp;<strong>campagna Search piuttosto mirata su parole chiave specifiche</strong>&nbsp;in relazione a ciò che si vuole promuovere. Così facendo, sarà possibile ricevere del traffico di qualità e interessato ai prodotti o ai servizi sponsorizzati. In aggiunta, sempre nell’ottica di ricevere visite pertinenti al business aziendale, è consigliabile inserire un gruppo di annunci che contenga delle keyword correlate al nome del brand poiché le conversioni saranno quasi sicuramente elevate e i costi relativamente bassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Una volta che si cominciano a ricavare i primi dati, la<strong>&nbsp;strategia prosegue con l’accensione di una campagna Display</strong>&nbsp;che, come detto in precedenza, presenta dei CPC bassi e riesce comunque a convogliare utenti all’interno del sito web. Il pubblico che è stato intercettato con la campagna Search di cui sopra, però, non può essere tralasciato. Per questo motivo, una best practice è quella di creare un&nbsp;<strong>segmento di pubblico di remarketing</strong>&nbsp;che includa gli utenti-visitatori atterrati nel sito web attraverso l’inserzione che ha girato nella rete di ricerca e utilizzarlo in una campagna Search che farà comparire gli annunci solo per le persone che sono entrate già in contatto con il proprio sito web.<br>Attraverso questa strategia, si può evitare di sperperare budget e concentrarsi su utenti già interessati a quanto offerto, continuando a digerire traffico sul sito web grazie all’attività della campagna Display.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto come si possa usare Google ADS, per aumentare le vendite dell’e-commerce oppure promuovere i propri servizi, anche se si ha a disposizione poco budget. L’aspetto cruciale in questo caso è ridurre al minimo gli errori, avendo ben chiara in mente la strategia da portare avanti. Solo così sarà possibile avvalersi dell’aiuto di questa piattaforma anche con pochi euro giornalieri a disposizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione/">Come fare Google ADS con poco budget a disposizione</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/come-fare-google-ads-con-poco-budget-a-disposizione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli hashtag spiegati bene: come utilizzarli nel modo corretto nel copy di un post su Instagram</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/gli-hashtag-spiegati-bene-come-utilizzarli-nel-modo-corretto-nel-copy-di-un-post-su-instagram/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/gli-hashtag-spiegati-bene-come-utilizzarli-nel-modo-corretto-nel-copy-di-un-post-su-instagram/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7946</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è chi ancora li usa su Facebook, chi pensa che #scrivere #così serva a #qualcosa e chi scrive ancora #followforfollow e #likeforlike sotto ogni post pensando sia la formula segreta per il successo: ma cosa sono e come si usano [bene] gli hashtag? Gli hashtag non sono altro che&#160;etichette o parole chiave&#160;che ci aiutano a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/gli-hashtag-spiegati-bene-come-utilizzarli-nel-modo-corretto-nel-copy-di-un-post-su-instagram/">Gli hashtag spiegati bene: come utilizzarli nel modo corretto nel copy di un post su Instagram</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C’è chi ancora li usa su Facebook, chi pensa che #scrivere #così serva a #qualcosa e chi scrive ancora #followforfollow e #likeforlike sotto ogni post pensando sia la formula segreta per il successo: ma cosa sono e come si usano [bene] gli hashtag?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli hashtag non sono altro che&nbsp;<strong>etichette o parole chiave</strong>&nbsp;che ci aiutano a raggruppare e suddividere i vari contenuti in maniera tematica. Se utilizzati con criterio sono di grandissimo aiuto per raggiungere le persone interessate, perché sarà molto più facile trovare te e i tuoi contenuti sui social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle funzioni di ricerca e categorizzazione, attraverso il cancelletto è possibile coinvolgere gli utenti e creare&nbsp;<a href="https://it.semrush.com/blog/user-generated-content-cosa-sono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">user generated content</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai presente quando guardi un programma in tv e, ad un certo punto, esce in sovraimpressione un hashtag (spesso con il nome del programma stesso) e i social in cui puoi utilizzarlo per parlare con altri utenti di quel programma?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, quelli sono&nbsp;<em>user generated content</em>, cioè, appunto, contenuti creati dagli utenti su quell’argomento raggruppati da un unico hashtag che li lega insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cercando quell’hashtag sulla barra di ricerca otterrai tutti i contenuti che ce l’hanno facilitando la ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi hashtag sono molto utili poiché, se utilizzati molte volte e da un gran numero di utenti, l’algoritmo tenderà a mostrare i contenuti taggati con quello specifico hashtag ad ancora più persone aumentandone la visibilità fino a diventare [nella migliore delle ipotesi] virale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2024/02/maratona-mentana.jpg" alt="" class="wp-image-7659"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2024/02/grande-fratello-23-dicembre-1024x576.png" alt="" class="wp-image-7660"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma iniziamo con la pratica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si scrive un hashtag?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo alcune indicazioni pratiche su come scrivere un hashtag efficace e, soprattutto, utile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>#nientespazi; se vuoi rendere più leggibili più parole in fila, inizia ogni nuova parola con la #LetteraMaiuscola.</li>



<li>i numeri sono ammessi, ma se posti vicino ad un segno di punteggiatura o segni speciali (asterischi, chiocciole, ecc.) annullano l’hashtag</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">✅ #esempio1&nbsp; &nbsp; ❌ #esempio.1</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facile, no?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i criteri da tener conto quando si inseriscono in un copy di Instagram?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito, analizziamo insieme i criteri fondamentali per inserire hashtag nei post di Instagram.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Hashtag sì, ma q.b.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Instagram consente di inserire fino a 30 hashtag per post, ma questo non significa che tu sia costretto ad utilizzarli tutti. Scegli solo&nbsp;<strong>hashtag pertinent</strong>i alla tua foto e al messaggio che vuoi veicolare. Se hai un un brand, per esempio, ti consiglio inserire sempre il nome del tuo brand e il tuo settore come hashtag.</p>



<p class="wp-block-paragraph">#vanillamarketing #webagency</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Less is more</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Piuttosto che utilizzare hashtag generici come #amore o #felicità (non servono a niente, fidati. Se vuoi sapere perché, lo spiego in questo articolo su <a href="https://vanillamarketing.it/come-aumentare-i-follower-su-instagram-5-regole-doro-per-riuscirci-sul-serio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come aumentare i follower su Instagram</a>) <strong>cerca di essere quanto più specificə e chiarə</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se i tuoi utenti sono turisti o amanti di una certa zona d’Italia, puoi inserire gli hashtag #igers + nome della città (#igersroma – #igersmilano – #igerscittàlaggiù).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>VIP…ma non troppo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Esplorare le tendenze ti permette di individuare hashtag rilevanti e di capire quali sono in voga al momento. Tuttavia, cerca di&nbsp;<strong>bilanciare l’utilizzo di hashtag popolari con quelli più specifici</strong>&nbsp;per garantire che il tuo post non si perda nella moltitudine.<br>Ad esempio, nel periodo di Sanremo aggiungere l’hashtag #Sanremo ai tuoi post a tema li aiuterà ad emergere poiché è sempre un argomento decisamente caldo sui social.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Giornate mondiali o eventi mediatici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni sono spuntate sul web giornate mondiali per qualsiasi cosa, dalla giornata internazionale delle ostriche che a quanto pare si festeggia il 5 maggio o la giornata mondiale della pennichella il 13 marzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzare questi hashtag non è sempre consigliato, anzi, al contrario, troppo spesso risulta più un tappabuchi in un calendario editoriale poco organizzato.Se studiati nel modo giusto, però, questi contenuti hanno un grande potenziale.<br>Ti riporto di seguito l’esempio di Ceres e il suo post per il #fertilityday del 2016. Cavalcando l’onda del malumore del web riguardo questa ricorrenza, ha realizzato un post che in pochissimo tempo ha raggiunto oltre 26 mila tra like e reaction.</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2024/02/fertilityday-Ceres-1-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7662" style="width:1140px;height:auto"/></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Heineken - Back the Bars - #SocialiseResponsibly" width="1140" height="641" src="https://www.youtube.com/embed/OYSsUY8yrok?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">#SocialiseResponsibly” fu l’hashtag scelto per la campagna “”Back the Bars” di Heineken Italia pubblicata in occasione del secondo lockdown a fine 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Heineken Italia si impegnava, infatti, a pagare l’affitto delle saracinesche abbassate di tutti i bar forzatamente chiusi che avrebbero accolto l’offerta garantendo loro un’entrata in denaro sicura in un momento di chiusura forzata dell’attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Idea geniale? Assolutamente sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna però aveva anche l’obiettivo di sensibilizzare tutti al rispetto delle regole e delle normative emanate per combattere la pandemia, così da poter tornare presto a brindare insieme al bar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E come hanno scelto di veicolare questo messaggio? Con un hashtag personalizzato: #SocialiseResposably.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, gli hashtag sono le ciliegine sulla torta dei tuoi post sui social media: quel tocco in più che fa sempre la differenza!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scegli quelli giusti, evita quelli troppo generici e non esagerare e cerca di sfruttare eventi o giornate speciali in modo creativo. Con un pizzico di fantasia e una bella dose di strategia, i tuoi post potrebbero conquistare il cuore dei tuoi followers!</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/gli-hashtag-spiegati-bene-come-utilizzarli-nel-modo-corretto-nel-copy-di-un-post-su-instagram/">Gli hashtag spiegati bene: come utilizzarli nel modo corretto nel copy di un post su Instagram</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/gli-hashtag-spiegati-bene-come-utilizzarli-nel-modo-corretto-nel-copy-di-un-post-su-instagram/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Customer experience: cos&#8217;è e perché è fondamentale coltivarla adeguatamente</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/customer-experience-cose-e-perche-e-fondamentale-coltivarla-adeguatamente/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/customer-experience-cose-e-perche-e-fondamentale-coltivarla-adeguatamente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7944</guid>

					<description><![CDATA[<p>In una società sempre più frenetica e dinamica, i desideri e i bisogni di acquisto dei consumatori si evolvono rapidamente costringendo brand e imprese a cercare nuovi modi per soddisfare le aspettative crescenti dei propri clienti. A testimoniare la rilevanza assunta oggi dall’esperienza, è anche il fatto che, per ben l’89% delle aziende, la customer [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/customer-experience-cose-e-perche-e-fondamentale-coltivarla-adeguatamente/">Customer experience: cos&#8217;è e perché è fondamentale coltivarla adeguatamente</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In una società sempre più frenetica e dinamica, i desideri e i bisogni di acquisto dei consumatori si evolvono rapidamente costringendo brand e imprese a cercare nuovi modi per soddisfare le aspettative crescenti dei propri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A testimoniare la rilevanza assunta oggi dall’<strong>esperienza</strong>, è anche il fatto che, per ben l’89% delle aziende, la customer experience è diventata oggi un&nbsp;<strong>fattore cruciale di differenziazione</strong>. In termini di marketing, diventa centrale dunque l’attenzione alla percezione che i clienti sperimentano del brand e al loro grado di soddisfazione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#customer-experience">Cosa si intende per customer experience?</a></li>



<li><a href="#esperienza-consumatore">L’esperienza e il viaggio del consumatore</a></li>



<li><a href="#vantaggi-customer-experience">I vantaggi di una buona customer experience</a></li>



<li><a href="#successo-customer-experience">Cosa determina il successo di una customer experience</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="customer-experience">Cosa si intende per customer experience?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In ottica di marketing esperenziale, possiamo definire la customer experience (abbreviata CX) come l’interazione diretta e/o indiretta che il cliente-consumatore intrattiene con uno specifico brand o azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare una definizione più precisa, in “<em>Clienti al centro</em>”, Manning &amp; Bodine descrivono la customer experience come l’insieme di diversi elementi quali i prodotti e servizi dell’azienda, il modo in cui essa comunica al mercato i propri valori e ideali, compresi i pensieri che passano per la mente ai consumatori nel momento in cui scoprono un brand o prodotto, lo acquistano e lo utilizzano al fine di risolvere un certo problema o soddisfare un dato bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di esperienza del consumatore, ci riferiamo dunque alla&nbsp;<strong>somma delle singole percezioni ed esperienze vissute</strong>&nbsp;dal consumatore nel corso delle sue interazioni prolungate con il marchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="esperienza-consumatore">L’esperienza e il viaggio del consumatore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro tra consumatore e brand non si esaurisce in un unico momento (come, ad esempio, quello dell’acquisto), ma ha luogo ripetutamente e lungo un percorso a tappe – definito appunto&nbsp;<strong><em>customer</em>&nbsp;<em>journey</em></strong>– che di solito ha inizio nel momento in cui il consumatore percepisce, all’interno del mercato, l’esistenza di un dato brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quali sono in breve le fasi principali del customer journey?</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/06/customer-journey.png" alt="" class="wp-image-7646"/><figcaption class="wp-element-caption">Fonte:&nbsp;<a href="https://thefridgeagency.com/blog/customer-journey-continuous-loop/">https://thefridgeagency.com/blog/customer-journey-continuous-loop/</a></figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Awareness</strong>: é nella fase della <strong>consapevolezza</strong> che l’utente consumatore viene a conoscenza dell’esistenza del tuo prodotto/servizio, entrando in contatto con il brand attraverso passaparola, pubblicità online (ad esempio <a href="https://vanillamarketing.it/cose-facebook-ads-e-a-cosa-serve-scopriamo-come-si-investe-sui-social-senza-sprechi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook Ads</a>), flyer ecc. Queste occasioni di contatto iniziali permettono al consumatore di farsi una prima idea o impressione del tuo brand;</li>



<li><strong>Consideration:&nbsp;</strong>successivamente, troviamo la&nbsp;<strong>considerazione</strong>: una volta a conoscenza del prodotto, il consumatore inizia ad informarsi, soprattutto attraverso il web, comparando il tuo prodotto/servizio con quelli simili e già presenti sul mercato;</li>



<li><strong>Purchase:&nbsp;</strong>la terza fase è quella dell’<strong>acquisto</strong>&nbsp;in cui il consumatore, dopo un’attenta valutazione e comparazione, sceglie il tuo prodotto/servizio e procede all’acquisto;</li>



<li><strong>Advocacy:&nbsp;</strong>la penultima fase del percorso è quella del&nbsp;<strong>sostegno</strong>&nbsp;in cui il cliente, soddisfatto del suo acquisto, diviene ambassador e fan del tuo brand, ad esempio, taggandolo all’interno dei post social, sia facendo passaparola positivo con amici e parenti;</li>



<li><strong>Loyalty: </strong>infine, abbiamo la fase di <strong>lealtà</strong><em>:</em> a seguito dell’esperienza positiva con il tuo brand, il consumatore tenderà a mostrare lui fedeltà ripetendo l’acquisto se possibile all’infinito. Fondamentale qui è l’efficacia di servizi di <a href="https://vanillamarketing.it/customer-care-come-svilupparla-in-maniera-efficace/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">customer care</a>, programmi fedeltà, sia di prodotti di marketing come le newsletter che possono aiutarti a mantenere saldo, nel tempo, il legame di fiducia che hai sviluppato con i tuoi clienti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="vantaggi-customer-experience">I vantaggi di una buona customer experience</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché oggi l’esperienza vissuta dal consumatore è diventata così determinante?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei motivi è senz’altro legato ai vantaggi che il brand ricava da essa. Ogni relazione o contatto che il consumatore intrattiene con il marchio, infatti, dà vita ad un preciso&nbsp;<strong>scambio di</strong>&nbsp;<strong>informazioni</strong>&nbsp;capaci di generare in lui impressioni emotive, comportamentali e cognitive capaci di guidarlo e influenzarlo durante il suo processo d’acquisto. I benefici derivanti da una buona customer experience non sono infatti utili solo al consumatore, ma lo sono soprattutto per l’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da ogni occasione di contatto – fisico o digitale che sia – ne deriva una&nbsp;<strong>relazione bilaterale</strong>&nbsp;in grado di fornire informazioni utili, oltre che al cliente, anche all’azienda che potrà quindi utilizzarle per migliorare la sua comunicazione, sia per ottimizzare le proprie strategie aziendali, compresa l’intera customer experience!</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo – ma non per importanza – un’esperienza cliente curata al dettaglio determina un’elevata&nbsp;<em>customer satisfaction</em>, ossia il massimo grado di soddisfazione del cliente che per questo sarà più propenso ad acquistare nuovamente con un&nbsp;<strong>ritorno positivo per il brand</strong>&nbsp;<strong>in termini di</strong>&nbsp;<strong>passaparola</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>fidelizzazione</strong>. Oltre a favorire un legame brand-cliente molto forte, tutto ciò può permetterti di aumentare il&nbsp;<em>Customer Retention Rate</em>&nbsp;mantenendo i clienti già acquisiti e riducendo i costi di nuova acquisizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="successo-customer-experience">Cosa determina il successo di una customer experience</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’esperienza clienti eccellente, come detto, consente di ascoltare e comprendere più da vicino quelli che sono i&nbsp;<strong>desideri</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>bisogni&nbsp;</strong>della clientela. Così facendo, avrai modo di proporre al tuo target un’offerta unica e su misura in grado di soddisfarlo al meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una customer experience efficace, che ti permetta di raggiungere i risultati di marketing sperati, è indispensabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Coinvolgere il consumatore attraverso un’esperienza immersiva e personalizzata</strong>:<strong>&nbsp;</strong>maggiore è la personalizzazione dell’esperienza, più alto sarà il grado di coinvolgimento del consumatore. Coinvolgere quotidianamente e ad ogni fase del processo di acquisto i consumatori che utilizzano i tuoi prodotti e servizi, ti permetterà infatti di migliorare la percezione positiva che i tuoi clienti hanno di te e del tuo brand dimostrando attenzione al cliente e a quelle che sono le sue necessità. A tal proposito,&nbsp;<a href="https://cxtrends.zendesk.com/#get-the-report">lo studio Zendesk 2023</a>&nbsp;ha rivelato che ben il 70% dei consumatori dichiara di spendere di più con aziende che offrono loro esperienze fluide e altamente personalizzate.</li>



<li><strong>Garantire ai tuoi consumatori un’esperienza omnicanale:&nbsp;</strong>nel marketing dell’esperienza, la tua customer experience deve poggiarsi su una valida&nbsp;<strong>strategia omnicanale&nbsp;</strong>che preveda la gestione sinergica di tutti i&nbsp;<em>touchpoint</em>&nbsp;(fisici e digitali che siano) che vi sono tra brand e consumatore. Fai in modo che l’esperienza di qualità offerta ai tuoi clienti sia&nbsp;<strong>integrata</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>coerente</strong>&nbsp;su tutti i tuoi canali, online e offline. In questo modo, potrai ottenere benefici rilevanti in termini di relazione con il cliente creando maggior engagement e brand loyalty.</li>



<li><strong>Raccogliere e organizzare i feedback cliente:&nbsp;</strong>una celebre frase di Bill Gates dice:<em>“I tuoi clienti più insoddisfatti rappresentano la tua migliore fonte di apprendimento.”.</em>&nbsp;L’organizzazione dei feedback cliente è vitale per il successo della customer experience. Fare feedback economy, ossia&nbsp;<strong>raccogliere leopinioni e i sentimenti</strong>&nbsp;– positivi e negativi che siano – dei tuoi clienti attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative (come Chatbot, CRM ecc.), ti permetterà di capire se e come correggere il tiro, migliorando la qualità dei tuoi prodotti e servizi, sia il modo che hai di relazionarti con il tuo pubblico.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, possiamo dire che la customer experience è oggi uno dei fattori chiave che permettono ad un business di fare la differenza all’interno di un mercato sempre più competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’era dell’omnicanalità, l’attenzione verso fattori come la&nbsp;<strong>perfetta navigabilità del sito</strong>&nbsp;(soprattutto da mobile),&nbsp;<strong>processi d’acquisto rapidi e intuitivi</strong>, così come un&nbsp;<strong>servizio di customer care efficace</strong>&nbsp;è determinante. Sviluppando adeguatamente l’esperienza vissuta dai tuoi consumatori, otterrai clienti fedeli e soddisfatti occupando nella loro mente una posizione più che privilegiata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/customer-experience-cose-e-perche-e-fondamentale-coltivarla-adeguatamente/">Customer experience: cos&#8217;è e perché è fondamentale coltivarla adeguatamente</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/customer-experience-cose-e-perche-e-fondamentale-coltivarla-adeguatamente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>3 esempi di marketing emozionale che hanno funzionato a dovere</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/3-esempi-di-marketing-emozionale-che-hanno-funzionato-a-dovere/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/3-esempi-di-marketing-emozionale-che-hanno-funzionato-a-dovere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7941</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete presente i minispot promozionali a cui YouTube ci costringe prima di guardare un video? Ebbene sì, mentre alcuni spot non vediamo l’ora che finiscano, altri sono invece capaci di catturare, in pochissimi secondi, la nostra attenzione. Ciò accade ovviamente non solo online, ma anche offline. Ma come è possibile? In questo articolo, vedremo insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/3-esempi-di-marketing-emozionale-che-hanno-funzionato-a-dovere/">3 esempi di marketing emozionale che hanno funzionato a dovere</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avete presente i minispot promozionali a cui YouTube ci costringe prima di guardare un video? Ebbene sì, mentre alcuni spot non vediamo l’ora che finiscano, altri sono invece capaci di catturare, in pochissimi secondi, la nostra attenzione. Ciò accade ovviamente non solo online, ma anche offline. Ma come è possibile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo, vedremo insieme come l’utilizzo di un approccio emozionale da parte di alcuni brand abbia permesso loro di creare campagne pubblicitarie dal forte impatto emotivo e in grado di generare grandissimi risultati in termini di&nbsp;<strong>fedeltà, reputazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>posizionamento</strong>&nbsp;di brand.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#importanza-emozioni">È tutta questione di emozioni</a></li>



<li><a href="#perche-approccio-emozionale">Perché l’approccio emozionale è oggi così importante quando si comunica?</a></li>



<li><a href="#3-esempi-marketing-emozionale">3 esempi di emotional marketing efficaci</a>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#caso-edeka">Il caso Edeka</a></li>



<li><a href="#caso-dove">Dove e la bellezza delle donne</a></li>



<li><a href="#campagna-asics">Asics e la campagna contro l’ossessione per il corpo perfetto</a></li>
</ul>
</li>



<li><a href="#conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="importanza-emozioni">È tutta questione di emozioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando abbiamo parlato dell’<a href="https://vanillamarketing.it/emotional-marketing-cose-e-quanto-conta-saperlo-usare-bene/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emotional marketing</a>, lo abbiamo fatto descrivendolo come la prospettiva di marketing che, nel creare prodotti e servizi, considera centrale la sfera emotiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni parlano infatti un linguaggio universale dal momento che noi tutti esseri umani siamo in grado di percepirle ed esprimerle allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare contenuti con un approccio emotional oriented significa dunque tener conto dei sentimenti e delle emozioni che un certo contenuto è in grado o meno di suscitare in coloro che vi si imbattono.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perche-approccio-emozionale">Perché l’approccio emozionale è oggi così importante quando si comunica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sfruttare la potenza dell’emotional marketing, nella tua strategia, è fondamentale per fare la differenza nel modo che hai di relazionarti ai tuoi clienti e consumatori. Comunicare in modo autentico e caloroso può permetterti infatti di eliminare ogni distanza, rafforzando, agli occhi del pubblico, l’immagine del tuo brand. Ma quali sono i suoi vantaggi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo è sicuramente legato alla <strong>brand reputation</strong>. Incentrare la tua comunicazione su sentimenti positivi farà sì che il tuo pubblico percepisca positivamente il tuo brand, ottenendo così un ritorno d’<a href="https://vanillamarketing.it/immagine-coordinata-cose-e-come-definirla-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">immagine coordinata</a> traducibile in un maggior riconoscimento e fedeltà da parte dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro vantaggio è quello legato all’unicità e alla&nbsp;<strong>differenziazione</strong>. Creare un contenuto unico, che sia quanto più originale possibile, ti permetterà di ottenere un&nbsp;<strong>vantaggio competitivo</strong>&nbsp;rispetto alla concorrenza e, dunque, un chiaro posizionamento di marca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo – ma non per importanza – c’è il beneficio connesso alla&nbsp;<strong>memorabilità</strong>. Un contenuto autentico ed emozionale è un contenuto destinato a durare a lungo poiché capace di emozionare.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="3-esempi-marketing-emozionale">3 esempi di emotional marketing efficaci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo ora tre esempi marketing emozionale applicate da aziende reali per coinvolgere i sentimenti e attivarli nelle persone in carne e ossa, con il desiderio di avvicinarli al proprio brand.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="caso-edeka">Il caso Edeka</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli esempi più efficaci, oltre che rappresentativi, quando parliamo di emotional marketing, è sicuramente quello di Edeka. Per chi ancora non la conoscesse (difficile se pensiamo che il&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=V6-0kYhqoRo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video</a>&nbsp;ha avuto ben 69 milioni di visualizzazioni), Edeka è la più grande catena di supermercati tedesca ed è famosa proprio per fare delle emozioni il fattore di successo delle sue campagne. Lo spot natalizio&nbsp;<em>#heimkommen</em>&nbsp;(#tornareacasa), lanciato nel 2015, è stato un vero successo tanto da fare il giro del mondo in un paio di giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione si divide in tre parti e, già dall’introduzione, lo spettatore viene subito introdotto all’interno della trama: un signore anziano, seduto a tavola, è costretto a trascorrere il Natale da solo. Nella seconda parte, si assiste ad un colpo di scena inaspettato: l’uomo finge la propria morte con l’obiettivo di radunare i propri figli troppo “impegnati” per passare le feste con lui. Nell’ultima parte, la storia si conclude con un lieto fine: l’anziano ha imbandito la tavola per trascorrere le festività tutti insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spot si è rivelato davvero un successo non solo, come anticipato, per il quantitativo di&nbsp;<strong>visualizzazioni</strong>&nbsp;ottenute, ma soprattutto per la&nbsp;<strong>strategia multicanale</strong>&nbsp;adottata volta ad aumentare le condivisioni – e quindi la viralità – dell’intera campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dicevamo, l’enorme successo dello spot si deve anche alla potenza dello&nbsp;<strong>storytelling emotivo</strong>&nbsp;grazie al quale Edeka è riuscita ad emozionare e commuovere i consumatori. Gli spettatori, infatti, non percepiscono di star guardando una pubblicità, quanto più un breve cortometraggio (anche perché la presenza dei prodotti a marchio Edeka non si nota se non dopo aver rivisto attentamente il filmato più di una volta). Una campagna pubblicitaria efficace che ha permesso al brand di&nbsp;<strong>essere percepito in maniera assolutamente positiva, empatica e vicina&nbsp;</strong>ai suoi consumatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="caso-dove">Dove e la bellezza delle donne</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=MjzaAiZHAlc&amp;t=5s">video</a>&nbsp;promozionale di tre minuti dal titolo&nbsp;<em>Real Beauty Sketches</em>, lanciato nel 2013, è diventato – secondo Unilever, marchio proprietario del brand – l’annuncio pubblicitario più visto di sempre. Scopo sociale della campagna è stato quello di promuovere e aumentare l’autostima che le donne nutrono nei propri confronti, trasformando la bellezza in una fonte di fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo&nbsp;<em>short film</em>&nbsp;si apre con Gil Zamora, artista forense dell’FBI, chiamato a ritrarre alcune donne servendosi solo di due descrizioni, una personalmente fornita dalla donna e un’altra fornita da uno sconosciuto. Al momento del confronto tra i due ritratti, le donne scoprono con immenso stupore di avere una percezione distorta della propria bellezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito delle associazioni di marca positive, che hanno contribuito ad accrescere l’amore e la fiducia verso il brand, la campagna è diventata, da subito, uno dei messaggi promozionali più efficaci in termini di influenza sulle emozioni dei consumatori. In pochissimo tempo, infatti, le donne di tutto il mondo hanno condiviso il video sui loro canali social, dando voce al brand e lanciando un messaggio corale di incoraggiamento e fiducia a se stesse. Grazie alle quasi 180 milioni di visualizzazioni globali su YouTube, lo sforzo di marketing e l’impegno sociale intrapresi da Dove sono stati riconosciuti con il&nbsp;<em>Titanium Grand Prix</em>&nbsp;del&nbsp;<em>Cannes Lions International Festival of Creativity</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="campagna-asics">Asics e la campagna contro l’ossessione per il corpo perfetto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio di marketing emozionale che ha colto nel segno possiamo trovarlo in una delle ultime campagne pubblicitarie di Asics, dal nome “<em>#DramaticTransformation</em>”, lanciata il 10 ottobre 2022 proprio in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna, che riprende alcune persone prima e dopo l’allenamento, non ha nulla a che vedere con i tradizionali “<em>before and after</em>” ai quali siamo abituati, specie se parliamo di sport e fisicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche qui, come per Dove, la campagna prende avvio a seguito di uno studio sociale condotto dal brand giapponese e volto a mettere in luce quanto l’ossessione sociale per il corpo perfetto danneggi la nostra salute mentale. Lo studio ha dimostrato infatti che ben l’80% delle persone si senta demotivata dalle foto dei prima e dopo che incontra sui suoi canali social.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/05/campagna-asics-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-7640"/><figcaption class="wp-element-caption"><br>Fonte:&nbsp;<a href="https://www.trendsactive.com/2022/11/23/11498/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.trendsactive.com/2022/11/23/11498/</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini, promosse dalla campagna e affisse in alcune palestre londinesi, mirano a sovvertire l’idea di trasformazione fisica alla quale siamo abituati. Il “<em>before and after</em>” riprende infatti la stessa persona prima e dopo 15 minuti e 9 secondi esatti di allenamento, il tempo sufficiente a ottenere un beneficio mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la frase “<em>Not all exercice transformations are visible</em>” rimanda proprio all’obiettivo di Asics che, in qualità di&nbsp;<em>caregiver brand</em>, è quello di far sì che le persone focalizzino l’attenzione sui benefici mentali e non più su quelli prettamente fisici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un chiaro esempio efficace di come un brand, grazie alla propria mission, possa riuscire ad instaurare con i consumatori una&nbsp;<strong>connessione emotiva</strong>&nbsp;capace di sovvertire e sradicare stereotipi e pregiudizi socialmente condivisi in favore del benessere delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="conclusioni">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quelli appena visti sono solo alcuni dei tanti esempi di come una comunicazione incentrata sulle emozioni permetta a brand e imprese di esporsi in modo diretto e assolutamente in linea con i propri valori e ideali, ottenendo un ritorno non indifferente in termini di fiducia, reputazione e posizionamento di marca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/3-esempi-di-marketing-emozionale-che-hanno-funzionato-a-dovere/">3 esempi di marketing emozionale che hanno funzionato a dovere</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/3-esempi-di-marketing-emozionale-che-hanno-funzionato-a-dovere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Costruire un piano editoriale su Facebook a regola d&#8217;arte</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/costruire-un-piano-editoriale-su-facebook-a-regola-darte/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/costruire-un-piano-editoriale-su-facebook-a-regola-darte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando ci si imbatte in contenuti pubblicati sui social da brand e professionisti, è difficile immaginare quanto lavoro ci sia dietro. Uno studio che va dall’ideazione di una precisa strategia comunicativa sino alla creazione e pubblicazione dei contenuti. Che sia per i social network o un blog, una buona strategia di content marketing presuppone sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/costruire-un-piano-editoriale-su-facebook-a-regola-darte/">Costruire un piano editoriale su Facebook a regola d&#8217;arte</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando ci si imbatte in contenuti pubblicati sui social da brand e professionisti, è difficile immaginare quanto lavoro ci sia dietro. Uno studio che va dall’ideazione di una precisa strategia comunicativa sino alla creazione e pubblicazione dei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che sia per i social network o un blog, una buona strategia di content marketing presuppone sempre che i contenuti vengano pensati e pianificati nel migliore dei modi. Ecco, dunque, che creare un piano editoriale per la tua pagina Facebook aziendale è oggi indispensabile per attuare una strategia di <a href="https://vanillamarketing.it/social-media-marketing-cose-e-come-puo-aiutare-la-tua-attivita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">social media marketing</a> vincente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo come e perché redigere correttamente un piano editoriale su Facebook può aiutarti a definire e organizzare la tua comunicazione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#definizione">Il piano editoriale: cos’è e perché è importante per la tua comunicazione</a></li>



<li><a href="#piano-editoriale-vs-calendario-editoriale">Piano o calendario editoriale? Un po’ di chiarezza</a></li>



<li><a href="#costruire-piano-editoriale">Come costruire un piano editoriale su Facebook</a>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#fissare-obiettivi">Fissa i tuoi obiettivi</a></li>



<li><a href="#individuare-target-audience">Individua la tua target audience</a></li>



<li><a href="#analizzare-competitor">Analizza i tuoi competitor</a></li>



<li><a href="#dare-vita-contenuti">Dai vita ai tuoi contenuti</a></li>



<li><a href="#organizzare-calendario-editoriale">Organizza il tuo calendario editoriale</a></li>
</ul>
</li>



<li><a href="#conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="definizione">Il piano editoriale: cos’è e perché è importante per la tua comunicazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di entrare nel vivo di come si redige un piano editoriale ad hoc su Facebook, vediamo di cosa si tratta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano editoriale non è altro che l’elemento essenziale alla base di ogni strategia di content marketing. Si tratta del&nbsp;<strong>documento strategico&nbsp;</strong>che ti permette di delineare, a priori, il percorso che seguirai per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing e comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere meglio però l’utilità e l’importanza di questo strumento, è utile fare un’ulteriore specifica, distinguendo il piano da quello che invece è il suo calendario editoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="piano-editoriale-vs-calendario-editoriale">Piano o calendario editoriale? Un po’ di chiarezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene i due termini vengano spesso utilizzati nella medesima accezione, piano e calendario editoriale rappresentano due elementi o, per meglio dire, due diversi strumenti all’interno di una strategia di content marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il piano editoriale rappresenta il perché, ovvero la&nbsp;<strong>riflessione strategica</strong>&nbsp;che ne è alla base, il calendario editoriale è in genere il&nbsp;<strong>documento operativo&nbsp;</strong>che riassume chi condivide cosa, quando, come e dove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo definire il calendario editoriale come il documento operativo finale di una strategia di comunicazione. Esso infatti, riassumendo l’intera strategia, in termini di contenuti, è in grado di fornire una panoramica completa e dettagliata sulla tua comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può esserti utile pensare al piano editoriale come alla mente della tua strategia, mentre al calendario editoriale come al braccio operativo che orienta la programmazione e la pubblicazione dei tuoi contenuti online.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="costruire-piano-editoriale">Come costruire un piano editoriale su Facebook</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come avrai intuito, la creazione e la pubblicazione dei tuoi contenuti social non può avvenire “a casaccio” o in maniera sporadica, ma deve seguire un piano editoriale coerente e perfettamente in linea con l’immagine e i valori del tuo brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire un piano editoriale per la tua pagina Facebook aziendale significa dar vita ad una strategia di comunicazione vera e propria che parte dalla definizione degli obiettivi strategici e culmina, a livello operativo, con la redazione di un calendario editoriale di contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo dunque quali sono i passaggi fondamentali per creare un piano editoriale su Facebook a regola d’arte.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="fissare-obiettivi">Fissa i tuoi obiettivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo con il primo step.&nbsp;<br>Stabilire i tuoi obiettivi è la primissima cosa che devi per iniziare a redigere il tuo piano editoriale. Definire qui quali sono i risultati che vuoi ottenere grazie alla pubblicazione dei tuoi contenuti su Facebook, è fondamentale per comprendere meglio come impostare la tua strategia social nei suoi punti chiave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediti quali obiettivi vuoi raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi accrescere la brand awareness del tuo marchio? Offrire ai tuoi clienti un servizio efficace di <a href="https://vanillamarketing.it/customer-care-come-svilupparla-in-maniera-efficace/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">customer care</a>? Aumentare le vendite del tuo e-commerce o generare più contatti grazie alla lead generation? Questi sono tutti validi esempi di obiettivi da cui puoi partire nella definizione della tua strategia Facebook. Assicurati che i tuoi obiettivi siano <a href="https://taskom.at/it/blog/smart-working/obiettivi-smart-cosa-sono-qual-e-significato#:~:text=%C3%A8%20un%20acronimo%20che%20indica,BASED%20(basato%20sul%20tempo)." target="_blank" rel="noreferrer noopener">S.M.A.R.T.</a>, ossia specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e temporali. Una strategia di social media marketing, per essere vincente e portare risultati, non può perseguire obiettivi generici, irrealistici o non raggiungibili entro un arco di tempo ben definito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, obiettivi come quelli di interazioni, vendite o copertura possono essere raggiunti sia in organico che a pagamento attraverso le <a href="https://vanillamarketing.it/cose-facebook-ads-e-a-cosa-serve-scopriamo-come-si-investe-sui-social-senza-sprechi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook ADS</a>.<br>Ecco perché, oltre agli obiettivi, fondamentale è anche la definizione del <strong>budget</strong> a tua disposizione e da destinare alle campagne social a pagamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="individuare-target-audience">Individua la tua target audience</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver fissato i tuoi obiettivi, specie se sei agli inizi o se non l’hai ancora fatto, individua il tuo target di riferimento presente su Facebook. Puoi aiutarti delineando le tue&nbsp;<a href="https://www.studiosamo.it/glossario/buyer-personas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">buyer personas</a>, ovvero chi sono i tuoi clienti ideali. Intercettare il giusto target è uno step importantissimo poiché ti permette di rivolgerti direttamente agli utenti potenzialmente più interessati al tuo brand e ai tuoi prodotti o servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo puoi utilizzare strumenti gratuiti come i dati forniti dalla piattaforma stessa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie agli&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/business/help/144825579583746?id=939256796236247" target="_blank" rel="noreferrer noopener">insight di Facebook</a>&nbsp;puoi avere accesso a dati e informazioni preziose sulle azioni svolte sulla tua pagina, sia sul comportamento e gli interessi della tua audience.&nbsp;<br>Ascolta e analizza le sue abitudini, compreso come essa si comporta e interagisce con la tua pagina e con i suoi contenuti. Tutto ciò ti permetterà di creare contenuti capaci di rispondere e soddisfare alla perfezione i suoi bisogni e desideri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Individuare il tuo pubblico di riferimento ti sarà utile anche per la scelta del perfetto&nbsp;<strong><em>tone of voice</em></strong>&nbsp;e dello stile comunicativo da utilizzare per la tua comunicazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="analizzare-competitor">Analizza i tuoi competitor</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Individuare i brand e le aziende simili alla tua è molto importante per la definizione della tua strategia Facebook. Una volta individuati chi sono, analizza che cosa pubblicano i tuoi competitor sulla loro pagina Facebook, ogni quanto lo fanno e qual è la loro target audience di riferimento.&nbsp;<br>Osservare qual è la strategia messa in atto e come i tuoi competitor comunicano e agiscono su Facebook, ti fornirà i giusti spunti affinché tu possa&nbsp;<strong>differenziare&nbsp;</strong>la tua<strong>&nbsp;</strong>comunicazione e offrire al tuo pubblico contenuti unici, utili e mai visti prima.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="dare-vita-contenuti">Dai vita ai tuoi contenuti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Definiti obiettivi, target di riferimento e individuato chi sono i tuoi competitor, puoi passare finalmente alla fase più divertente e creativa, ovvero quella in cui sceglierai quali contenuti creare per la tua fan base di Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio qui che la strategia, delineata dal piano editoriale, finalmente prende forma. Lascia le redini alla creatività e crea contenuti utili e interessanti per divertire, informare e intrattenere il tuo pubblico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scegli il tipo di contenuto più adatto al messaggio che vuoi comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi scegliere, ad esempio, di creare contenuti&nbsp;<em>Product-centric&nbsp;</em>in cui i protagonisti sono i tuoi prodotti e servizi; o di dar vita a contenuti&nbsp;<em>User-centric</em>&nbsp;che pongono al centro e rispondono a bisogni effettivi dei tuoi utenti. Ne sono un esempio i post informativi e le rubriche social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure puoi decidere di creare contenuti&nbsp;<em>Business-centric&nbsp;</em>volti a comunicare l’identità, i valori o la mission della tua azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Centrale qui è non perdere mai di vista quelli che sono i tuoi obiettivi, così da creare contenuti accattivanti, originali e in grado di rispondere alle richieste o esigenze della tua fan base.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="organizzare-calendario-editoriale">Organizza il tuo calendario editoriale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Eccoci arrivati, infine, all’ultima fase del percorso strategico che consiste nella creazione di un calendario editoriale che racchiuda al suo interno tutti i contenuti che hai precedentemente scelto di creare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo, puoi servirti di un semplice foglio Excel o ricorrere a tool più intuitivi e grafici come Canva. Grazie allo strumento del calendario editoriale, potrai quindi organizzare e gestire in maniera ordinata la pubblicazione di tutti i tuoi contenuti Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assicurati sempre di seguire e rispettare le date, gli orari, gli argomenti su cui vertono i tuoi contenuti e la tipologia di post da pubblicare e tieni a portata di mano il tuo calendario in modo da poter correggere il tiro qualora alcuni contenuti non dovessero essere percepiti come interessanti dal tuo pubblico. Ma il lavoro non finisce mica qui!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda di monitorare e analizzare i dati e i risultati ottenuti dalla pubblicazione dei tuoi contenuti. Così facendo, potrai perfezionare, di volta in volta, la tua strategia social.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="conclusioni">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver visto quali sono le fasi fondamentali da seguire per costruire un piano editoriale a regola d’arte, possiamo affermare che delineare, a priori, una solida strategia comunicativa su Facebook è il primo passo necessario da cui partire per creare contenuti mirati che permettano di dar voce al tuo brand e di raggiungere tutti i tuoi obiettivi di business.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/costruire-un-piano-editoriale-su-facebook-a-regola-darte/">Costruire un piano editoriale su Facebook a regola d&#8217;arte</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/costruire-un-piano-editoriale-su-facebook-a-regola-darte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Link interni: cosa sono e perché vanno ottimizzati in ottica SEO</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/link-interni-cosa-sono-e-perche-vanno-ottimizzati-in-ottica-seo/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/link-interni-cosa-sono-e-perche-vanno-ottimizzati-in-ottica-seo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7935</guid>

					<description><![CDATA[<p>All’interno del grande cappello della SEO troviamo tutta una serie di interventi finalizzati a incrementare la visibilità di un sito web nelle diverse pagine dei risultati e a spingere l’utente a compiere delle determinate azioni. Fra queste attività, una delle più cruciali che, però, spesso viene sottovalutata e messa ai margini, riguarda l’ottimizzazione dei link interni contenuti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/link-interni-cosa-sono-e-perche-vanno-ottimizzati-in-ottica-seo/">Link interni: cosa sono e perché vanno ottimizzati in ottica SEO</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">All’interno del grande cappello della <a href="https://vanillamarketing.it/seo-cose-a-cosa-serve-e-come-puo-aiutare-la-vostra-attivita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SEO</a> troviamo tutta una serie di interventi finalizzati a incrementare la visibilità di un sito web nelle diverse pagine dei risultati e a spingere l’utente a compiere delle determinate azioni. Fra queste attività, una delle più cruciali che, però, spesso viene sottovalutata e messa ai margini, riguarda l’ottimizzazione dei link interni contenuti nelle varie pagine che danno forma a un sito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Curare l’organizzazione dei link interni, in moltissimi casi, è fondamentale per il successo di un business aziendale che, altrimenti, potrebbe ritrovarsi relegato nei meandri più oscuri della tanto temuta seconda pagina dei risultati di Google o in quelle successive. Per comprendere l’importanza dei collegamenti interni basti pensare che il&nbsp;<strong>motore trainante dell’intero Web</strong>, sin dai suoi albori,&nbsp;<strong>non è altro che il link</strong>, che consente di scoprire nuove risorse e accrescere la propria conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vedremo in che cosa consistono i link interni e perché devono essere inseriti in un sito e ottimizzati tenendo a mente la SEO se si ha intenzione di scalare posizioni nelle SERP di Google e rendere gli utenti inclini a eseguire le azioni desiderate.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#definizione-link-interno">Come si definisce un link interno</a></li>



<li><a href="#perche-usare-link-interni">Perché usare i link interni</a></li>



<li><a href="#ottimizzazione-link-interni">Come ottimizzarli in ottica SEO</a>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#scelta-anchor-text">Scegliere un’anchor text pertinente</a></li>



<li><a href="#link-interni-verso-contenuti-importanti">Indirizzare i collegamenti interni ai contenuti più importanti</a></li>



<li><a href="#non-esagerare-link-interni">Non esagerare con i link interni</a></li>



<li><a href="#cura-lato-grafico">Curare il lato grafico</a></li>



<li><a href="#avvalersi-breadcrumb">Avvalersi delle breadcrumb</a></li>



<li><a href="#correggere-link-interni">Analizzare i link interni non funzionanti e linkare le pagine orfane</a></li>
</ul>
</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="definizione-link-interno">Come si definisce un link interno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da un punto di vista prettamente teorico, un link interno è un<strong>&nbsp;collegamento di natura ipertestuale che consente</strong>&nbsp;a utenti e ai bot dei motori di ricerca&nbsp;<strong>di trasferirsi in un altro contenuto</strong>, sempre&nbsp;<strong>ospitato nel medesimo sito web</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strettamente collegato al concetto di link interno c’è quello di<strong>&nbsp;anchor text</strong>: almeno una volta nella vita vi sarà capitato di cliccare su una&nbsp;<strong>porzione di testo per poter essere indirizzati verso un’altra pagina</strong>, sia essa interna che esterna al dominio che stavate visitando. Ecco, quel testo che contiene il link viene chiamato “anchor text”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passando per alcuni istanti a un discorso più tecnico, è giusto evidenziare come il link sia un componente realizzato in&nbsp;<a href="https://boolean.careers/blog/html-cose-come-funziona-e-a-cosa-serve" target="_blank" rel="noreferrer noopener">HTML</a>, ossia un linguaggio che richiede al collegamento ipertestuale di rispettare una determinata sintassi per poter svolgere la propria funzione.<br>Nel dettaglio, per creare un link è necessario rispettare questa sintassi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&lt;a href=”pagina di destinazione”&gt;anchor text&lt;/a&gt;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Analizzando la struttura HTML del link vediamo che l’attributo&nbsp;<em>href</em>&nbsp;specifica quale sarà l’URL della pagina che si andrà ad aprire una volta che si sarà cliccato sul collegamento ipertestuale e&nbsp;<em>anchor text</em>, come sottolineato in precedenza, evidenzia la parola che “contiene” il link.<br>Concludiamo questa breve panoramica leggermente più tecnica sottolineando la possibilità di aggiungere ulteriori attributi a questi sintassi come il&nbsp;<em>target=”_blank”</em>&nbsp;che fa aprire la pagina di destinazione in un’ulteriore scheda del browser senza che essa si vada a sostituire a quella che si sta visitando e il&nbsp;<em>rel=”nofollow”</em>&nbsp;che indica al motore di ricerca di non “seguire” il link e, quindi, di non trasferire l’autorevolezza acquisita dalla pagina che contiene il link verso quella di destinazione (approfondiremo questo aspetto in seguito).</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perche-usare-link-interni">Perché usare i link interni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Senza ombra di dubbio, il motivo principale per cui è consigliato impiegare dei link interni consiste nel&nbsp;<strong>creare una percorso di navigazione</strong>&nbsp;coerente con le finalità ultime del business aziendale. Parafrasando una celebre frase tratta dal romanzo&nbsp;<em>La fattoria degli animali&nbsp;</em>di George Orwell potremmo affermare che tutte le pagine che compongono un sito web sono importanti ma alcune di esse sono più importanti delle altre. Infatti, quasi tutti i siti internet sono stati creati affinché gli utenti svolgano una specifica azione in essi. E queste azioni vengono eseguite in alcune pagine, quelle appunto più importanti per il business che si sta portando avanti.<br>I link interni ci permettono, dunque, di dirigere il visitatore verso tali contenuti: immaginiamo che il nostro utente stia leggendo un articolo del blog, un contenuto di tipo informativo che mira a risolvere un problema o un dubbio da parte del visitatore. Un collegamento ipertestuale interno ci consente, invece, di indirizzarlo verso un contenuto decisivo per il successo del sito web, una pagina in cui poter compilare un contact form, acquistare un prodotto, visualizzare un video e così via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di dare forma a un itinerario di navigazione che spinga gli utenti a visitare le pagine cruciali per l’attività aziendale è bene segnalare che&nbsp;<strong>questi percorsi vanno anche pensati per il crawler di Google e degli altri motori di ricerca</strong>&nbsp;che, giornalmente, scansionano ogni sito web alla ricerca di nuovi contenuti. Il concetto su cui si fonda quest’azione è quello della&nbsp;<strong>link juice</strong>. Per spiegare tale termine, particolarmente importante nell’attività di&nbsp;<a href="https://vanillamarketing.it/link-building-cose-e-come-va-fatta-per-aumentare-la-visibilita-del-brand/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link building</a>, dobbiamo partire dal fatto che ogni pagina presente sul Web possiede un livello di autorevolezza, più o meno alto, che dipende da fattori come i link ingresso, il totale delle visite e molti altri. Nel momento in cui da una pagina parte un collegamento ipertestuale, in questo caso interno al sito web (ma tale concetto vale anche se il link è diretto a un altro dominio), parte di questo link juice, e dunque di autorevolezza, viene trasferito alla pagina che ottiene il link in entrata. Va da sé che più una pagina riceve dei link interni, più i bot dei motori di ricerca la interpreteranno come una pagina cruciale rispetto all’attività aziendale. Ciò si potrebbe tradurre in un posizionamento migliore grazie all’autorevolezza acquisita e all’importanza attribuita al contenuto dai crawler.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si può, inoltre, non prendere in considerazione il discorso relativo all’<strong>esperienza di navigazione dell’utente nel sito web</strong>. Un link interno è uno strumento che facilità la consultazione dei contenuti di un dominio, facendo scoprire al potenziale visitatore degli articoli di approfondimento, prodotti simili oppure delle pagine che possono facilitargli l’azione che esso vuole compiere nel sito web. Se agevoliamo la consultazione dei diversi documenti web del nostro sito internet, aumenteranno le probabilità che l’utente faccia ritorno perché durante la consultazione si è sentito preso in considerazione.<br>Sebbene possa sembrare abbastanza scontato, ma purtroppo spesso non lo è, una buona strategia di internal linking permette di&nbsp;<strong>aumentare il tempo di permanenza</strong>&nbsp;nel sito web degli utenti. Una sosta prolungata nel dominio aumenterà le probabilità che l’utente compia l’azione desiderata nel dominio. Oltre a questo, il tempo di permanenza è uno dei&nbsp;<a href="https://it.semrush.com/blog/fattori-seo-ranking-piu-importanti-per-il-posizionamento-su-google/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fattori di ranking</a>&nbsp;con cui Google stabilisce il posizionamento di un contenuto all’interno delle varie pagine dei risultati e più sarà elevato, più è possibile che il ranking ne possa beneficiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="ottimizzazione-link-interni">Come ottimizzarli in ottica SEO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivati a questo punto, ti starai chiedendo come poter ottimizzare praticamente i link interni che andrai a inserire dentro il tuo sito web. Non perdiamo altro tempo e immergiamoci immediatamente nelle pratiche vincenti per curare adeguatamente i collegamenti ipertestuali interni.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="scelta-anchor-text">Scegliere un’anchor text pertinente</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle righe precedenti abbiamo accennato al ruolo principale che svolge l’anchor text in un link interno, cioè il testo che a tutti gli effetti incorpora il link. Ora poniamo l’accento sulla strategia da attuare per la scelta della giusta ancora. Dal momento che l’anchor text anticipa il contenuto della pagina di destinazione, essa dovrà innanzitutto&nbsp;<strong>essere descrittiva</strong>, sia per gli utenti che per i motori di ricerca,<strong>&nbsp;e capace di suggerire quale sarà</strong>&nbsp;il contenuto della pagina che si andrà a visitare cliccando sul link.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto accade nei link ingresso, dove la manipolazione delle anchor text non è concessa dalle linee guida di Google, per quel che riguarda i link interni si ha la massima libertà nella decisione su quale anchor text utilizzare per linkare una determinata pagina. Questo per dire che&nbsp;<strong>si possono usare come ancore parole chiave</strong>,<strong>&nbsp;anche molto specifiche</strong>,&nbsp;<strong>per cui si è ottimizzato il contenuto di destinazione</strong>&nbsp;del collegamento ipertestuale. Quindi, se possediamo una pagina in cui vengono presentati degli orologi da polso in oro per gli uomini potremmo tranquillamente utilizzare quest’anchor text per linkare questa specifica pagina (nel caso dei link esterni, invece, un gran numero di menzioni in entrata con questa ancora potrebbe far insospettire il motore di ricerca a causa della mancanza di naturalità dei vari link in ingresso). Così facendo, si potrebbe migliorare il posizionamento di quella pagina poiché il motore di ricerca avrebbe maggiore facilità a tematizzare quello specifico contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale libertà è stata confermata da uno degli analisti di Google, Gary Illyes che in un AMA condotto su Reddit rispondeva così a una domanda sull’utilizzo delle anchor text per i link interni al sito web.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/03/gary-illes-link-interni.webp" alt="" class="wp-image-7619"/><figcaption class="wp-element-caption"><em>(fonte: rankwatch.com)</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, dato che come abbiamo detto un’anchor text dovrebbe essere descrittiva del contenuto che si andrà ad aprire, ha poco senso usare ancore come [clicca qui] e [scopri di più].</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="link-interni-verso-contenuti-importanti">Indirizzare i collegamenti interni ai contenuti più importanti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le&nbsp;<strong>pagine cruciali</strong>&nbsp;per quella che è l’attività aziendale, come scritto in precedenza,&nbsp;<strong>devono essere quelle più linkate internamente</strong>. Solo in questo modo è possibile segnalare ai crawler di Google e degli altri motori di ricerca quali sono i contenuti a cui essi devono dare maggiore rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, è obbligatorio che la valutazione su quali siano i contenuti a cui attribuire maggiore importanza venga fatta a monte, prima dell’avvio vero e proprio della strategia di internal linking. Se così non fosse, il processo con cui i vari motori di ricerca riescono a comprendere quali contenuti rappresentano i documenti più rilevanti del dominio si allungherebbe e il posizionamento generale del sito web ne risentirebbe in negativo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="non-esagerare-link-interni">Non esagerare con i link interni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo consiglio nasce dall’osservazione che un&nbsp;<a href="https://vanillamarketing.it/testi-seo-come-scriverli-per-ottenere-il-massimo-della-visibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo SEO</a>&nbsp;ben ottimizzato non dovrebbe contenere un’infinità indistinta di rimandi interni. Infatti, dietro l’inserimento di un link interno ci dovrebbe essere un&nbsp;<strong>approfondito ragionamento sull’utilità di quel collegamento per l’utente</strong>. Ci si dovrebbe chiedere se quel link interno riesce a dare un valore aggiunto alla consultazione del contenuto e alla navigazione dell’utente nel proprio sito web. Si tratta dell’unica strada per incrementare la qualità della navigazione da parte dei visitatori e di semplificare loro la ricerca dei contenuti di proprio interesse, con tutti i benefici che ne conseguono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In aggiunta, occorre anche fare una valutazione circa la vicinanza in termini di significato rispetto alla risorsa che viene linkata. È<strong>&nbsp;sbagliato</strong>, sia da un’ottica SEO che, più precisamente, da un punto di vista logico,&nbsp;<strong>cercare in maniera forzata di linkare una pagina</strong>&nbsp;che ha poco a che fare con il contenuto da cui parte il collegamento ipertestuale. Si rischierebbe unicamente di rovinare il documento e di non rispettare la visita da parte degli utenti al sito web.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="cura-lato-grafico">Curare il lato grafico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molto più spesso di quello che si pensi, i link non vengono evidenziati adeguatamente all’interno del testo con il risultato che essi sprofondano in dei lunghissimi muri di testo e non vengono neanche notati dai lettori-visitatori. Una best practice a questo proposito consiste nel&nbsp;<strong>far emergere il collegamento interno nel testo evidenziandolo con un colore diverso</strong>, solitamente l’azzurro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene questo intervento non abbia dei riscontri diretti in termini SEO e, perciò, di posizionamento nelle diverse pagine dei risultati, esso aiuterà gli utenti nella consultazione del contenuto che si trovano a visitare e gli segnalerà la presenza di un utile approfondimento, spingendoli a continuare la sessione nel sito web. E questo sì che ha risvolti positivi in ottica di ranking.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="avvalersi-breadcrumb">Avvalersi delle breadcrumb</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno strumento piuttosto utile per orientare la navigazione degli utenti e per linkare ciascuna pagina presente in un sito web è rappresentato dalle breadcrumb. Dall’inglese&nbsp;<em>briciole di pane</em>, le breadcrumbs sono funzionali a muoversi di un livello superiore o inferiore mentre si sta navigando un sito web di dimensioni notevoli in cui esiste una struttura con categorie, sottocategorie e così via. Chiaramente, ciò aiuta la navigazione da parte di utenti e motori di ricerca con tutti i benefici che ne conseguono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Dal momento che le breadcrumb sono dei link interni a tutti gli effetti,&nbsp;<strong>anche in questo caso sarà fondamentale scegliere le giuste anchor text</strong>&nbsp;per tematizzare nel migliore dei modi quello che è il contenuto della pagina che si andrà a visitare, scegliendo, ad esempio, una keyword per cui quel determinato documento web si vuole posizionare.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/03/breadcrumb-1024x488.jpg" alt="" class="wp-image-7620"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="correggere-link-interni">Analizzare i link interni non funzionanti e linkare le pagine orfane</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del tempo, è piuttosto probabile che in seguito a interventi eseguiti nel sito web, alcuni link interni non siano più funzionanti, ossia rimandino a dei contenuti che non sono più presenti nel dominio. È consigliabile fare un’analisi delle pagine che contengono dei link interni rotti, magari avvalendosi di tool specifici come&nbsp;<a href="https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/">Screaming Frog</a>. Questo perché&nbsp;<strong>un link interno non più valido potrebbe rovinare irrimediabilmente la sessione del visitatore che potrebbe trovarsi davanti a un errore 404</strong>, con buone probabilità di abbandonare il sito.<br>Discorso abbastanza analogo per gli spider dei motori di ricerca che andrebbero a perdere tempo nel seguire dei collegamenti interni non più funzionanti, dedicandone meno alla scansione dei contenuti maggiormente rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sempre nell’ottica di progettare una corretta e coerente strategia di internal linking,&nbsp;<strong>non lasciare pagine orfane</strong>&nbsp;all’interno del sito&nbsp;<strong>permette ai bot dei motori di ricerca e agli utenti di poter venire a conoscenza di ogni pagina che compone un sito web</strong>. Con il termine “pagine orfane” ci riferiamo a quei contenuti che non sono linkati e che, quindi, non possono essere consultati a meno che non si abbia a disposizione l’URL specifica della pagina. Come si potrà intuire, queste pagine rimarranno all’oscuro e non potranno così comparire all’interno delle pagine dei risultati, rendendo la loro creazione quasi inutile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/link-interni-cosa-sono-e-perche-vanno-ottimizzati-in-ottica-seo/">Link interni: cosa sono e perché vanno ottimizzati in ottica SEO</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/link-interni-cosa-sono-e-perche-vanno-ottimizzati-in-ottica-seo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come le Instagram ADS possono aiutare a promuovere il tuo business</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/come-le-instagram-ads-possono-aiutare-a-promuovere-il-tuo-business/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/come-le-instagram-ads-possono-aiutare-a-promuovere-il-tuo-business/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7932</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avere una solida strategia di Social Advertising è oggi più che mai fondamentale per promuovere il tuo business. I social aiutano ormai brand e imprese ad ottenere maggiore visibilità online, offrendo valide occasioni per raggiungere un pubblico potenzialmente vasto di nuovi consumatori. Grazie ai suoi&#160;500 milioni di utenti&#160;attivi giornalieri, Instagram è infatti la piattaforma social [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-le-instagram-ads-possono-aiutare-a-promuovere-il-tuo-business/">Come le Instagram ADS possono aiutare a promuovere il tuo business</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avere una solida strategia di Social Advertising è oggi più che mai fondamentale per promuovere il tuo business. I social aiutano ormai brand e imprese ad ottenere maggiore visibilità online, offrendo valide occasioni per raggiungere un pubblico potenzialmente vasto di nuovi consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai suoi&nbsp;<strong>500 milioni di utenti</strong>&nbsp;attivi giornalieri, Instagram è infatti la piattaforma social che vanta una maggiore risposta alle campagne di ADV e dove circa l’80% degli utenti acquista a seguito di una sponsorizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in breve dunque cosa sono, come funzionano e come le Instagram ADS possono aiutare a promuovere la tua impresa.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono">Cosa sono le Instagram ADS</a></li>



<li><a href="#tipi-inserzioni">Quali sono le diverse tipologie di inserzioni su Instagram</a></li>



<li><a href="http://perché-sono-importanti">Perchè le Instagram ADS sono importanti per il tuo business</a></li>



<li><a href="#creare-campagna-instagram-ads">Creare una campagna Instagram step by step tramite Gestione Inserzioni di Meta</a></li>



<li><a href="#costo-pubblicità-instagram">Quanto costa fare pubblicità su Instagram</a></li>



<li><a href="#conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-sono">Cosa sono le Instagram ADS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di Instagram ADS, ci riferiamo solitamente a tutti quei&nbsp;<strong>contenuti pubblicizzati</strong>&nbsp;<strong>a</strong>&nbsp;<strong>pagamento</strong>&nbsp;sul social e segnalati agli utenti attraverso l’etichetta “sponsorizzato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le inserzioni possono apparire sotto forma di stories, reels, caroselli, post foto o video e contenere al loro interno delle&nbsp;<a href="https://www.studiosamo.it/glossario/cta-definizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CTA</a>&nbsp;(<em>“Call To Action”</em>), come “Acquista Ora” o “Richiedi Subito”, diverse a seconda dell’obiettivo attribuito alla campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per pubblicizzare i tuoi contenuti, la prima cosa che servirà è un profilo Instagram aziendale, dopo di che, potrai scegliere se sponsorizzarli direttamente dall’app mettendo in evidenza i post già pubblicati, o se farlo professionalmente attraverso il pannello&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/business/tools/ads-manager" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gestione Inserzioni</a>&nbsp;di Meta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come per le <a href="https://vanillamarketing.it/cose-facebook-ads-e-a-cosa-serve-scopriamo-come-si-investe-sui-social-senza-sprechi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook ADS</a>, creare campagne su Instagram richiede un account pubblicitario, a cui associare un metodo di pagamento, e l’utilizzo di <strong>Meta</strong> <strong>Business Suite,</strong> un <em>tool</em> gratuito che permette, non solo di creare e gestire l’attività pubblicitaria sui tuoi canali Meta, ma anche di monitorarne le performance.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="tipi-inserzioni">Quali sono le diverse tipologie di inserzioni su Instagram</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scrollando il feed, è possibile imbattersi in diverse tipologie di inserzioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Feed ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono interazioni che appaiono scrollando il feed Instagram.&nbsp;Qualsiasi utente in target, cliccando sulla barra colorata del post contenente la CTA, viene reindirizzato immediatamente al sito o shop del brand.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/feed-ads-637x1024.png" alt="" class="wp-image-7539"/></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Stories ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di sponsorizzate appaiono mentre l’utente visualizza le stories (per un approfondimento sul tema, ti consigliamo il nostro articolo sulle <a href="https://vanillamarketing.it/ig-story-perche-e-cosi-importante-per-unazienda-usarle-nel-modo-corretto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IG Story</a>).<br>Si tratta di inserzioni che occupano graficamente tutto lo schermo e che contengono, in basso al centro, una CTA che invita gli utenti a cliccare per saperne di più.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/instagram-story-519x1024.png" alt="" class="wp-image-7540"/></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Reel ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inserzioni mostrate all’interno della sezione “Reel”. Collegando il tuo e-commerce allo shop di Instagram, potresti utilizzare la CTA del reel per convertire utenti interessati in clienti. Le inserzioni in formato video sono infatti perfette per sponsorizzare prodotti e servizi poiché molto più coinvolgenti rispetto al formato post tradizionale.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Explore ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di inserzioni mostrate mentre l’utente scrolla i post contenuti nella sezione “Esplora”. Questa modalità di visualizzazione permette all’utente di interagire con contenuti sponsorizzati mostrati in base ai suoi interessi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/explore-ads-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7541"/></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Collection ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso le inserzioni con raccolta (<em>collection</em>), l’utente può visualizzare, oltre al prodotto sponsorizzato in primo piano, anche i prodotti in vendita ad esso correlati.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Shopping ADS</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a questo tipo di ADV, mostrata nell’apposita sezione, l’utente può interagire direttamente con il contenuto pubblicizzato.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/shopping-ads-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-7542"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta cliccato sulla sponsorizzata, si aprirà la pagina di Instagram contenente la descrizione del prodotto. Per avere maggiori dettagli sull’articolo o acquistarlo, basterà cliccare sul bottone “Visualizza sul sito web”.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perché-sono-importanti">Perchè le Instagram ADS sono importanti per il tuo business</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla possibilità di raggiungere un’<strong>audience</strong>&nbsp;<strong>vastissima</strong>, composta per più del 50% da under 35, sono davvero molteplici i vantaggi che brand e imprese possono trarre sponsorizzando i loro prodotti e servizi su Instagram. Il social, così come Facebook, si configura infatti come un&nbsp;<strong>posizionamento efficace</strong>&nbsp;per effettuare azioni di&nbsp;<strong>remarketing</strong>, raggiungendo tutti quegli utenti che in un modo o nell’altro hanno già interagito con il brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare una campagna di Instagram ADS con obiettivo interazione potrebbe aiutarti, ad esempio, ad aumentare&nbsp;l’<strong>engagement</strong>&nbsp;relativo ai tuoi contenuti, stabilendo così nuove opportunità di contatto con gli utenti-consumatori del tuo brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maggiori interazioni permettono infatti di fidelizzare il tuo bacino base di clienti creando con loro solide relazioni di valore. Se invece il tuo obiettivo è rilanciare il tuo e-commerce, potresti sfruttare le potenzialità dello Shop di Instagram per incrementarne le vendite.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="creare-campagna-instagram-ads">Come creare una campagna Instagram step by step tramite Gestione inserzioni di Meta</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>&nbsp;Definisci l’obiettivo e dai un nome alla tua campagna</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/obiettivo-campagna-instagram-ads.png" alt="" class="wp-image-7543"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per creare un’inserzione, la primissima cosa da fare è definire qual è l’obiettivo da raggiungere. Avere ben chiaro l’obiettivo, ti permetterà infatti di ottenere risultati efficaci nel lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi messi a disposizione da Meta sono sei:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>notorietà</strong>: è pensato per aumentare la visibilità del tuo brand, raggiungendo il maggior numero di persone;</li>



<li><strong>traffico</strong>: permette di aumentare il traffico verso una precisa destinazione (che sia il tuo sito web, il tuo shop o l’app) proponendo prodotti e servizi ad una platea più ampia di utenti;</li>



<li><strong>interazioni</strong>: ti permette di trovare gli utenti più interessati ad interagire con il tuo brand attraverso like, commenti e condivisioni, aumentando così l’<em>engagement</em>;</li>



<li><strong>contatti</strong>: attraverso messaggi o iscrizioni, ad esempio, è possibile fare&nbsp;<em>lead</em>&nbsp;<em>generation</em>&nbsp;e ottenere così dalla piattaforma contatti profilati;</li>



<li><strong>promozione dell’app</strong>:&nbsp;fa sì che gli utenti eseguano azioni specifiche sulla tua app (es: acquisti o download);</li>



<li><strong>vendite</strong>: permette di raggiungere gli utenti più inclini ad acquistare i tuoi prodotti e servizi attraverso lo shop online.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definito l’obiettivo della tua campagna, dovrai darle un nome.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/nome-campagna-instagram-ads.png" alt="" class="wp-image-7544"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attribuire un nome alla campagna e ai singoli annunci ti permetterà infatti di identificarle facilmente.</p>



<ol class="wp-block-list" start="2">
<li>Imposta budget e durata</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la fase in cui definire il&nbsp;<strong>budget</strong>&nbsp;e come volerlo distribuire. Puoi scegliere se impostare un budget massimo da spendere giornalmente, oppure, se destinarlo all’intera campagna.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/budget-durata-campagna-instagram-ads.png" alt="" class="wp-image-7545"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definito budget, è il momento di&nbsp;<strong>programmare</strong>&nbsp;la tua campagna selezionando una data di inizio-fine.</p>



<ol class="wp-block-list" start="3">
<li>Scegli il tuo pubblico di riferimento</li>
</ol>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/pubblico-instagram-ads.png" alt="" class="wp-image-7546"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quella del pubblico è una variabile alquanto delicata, ma che è necessario definire con cura onde evitare di compromettere la buona riuscita della tua campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi definire il tuo pubblico in vari modi, in base alle diverse tipologie di pubblici disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico&nbsp;<strong>chiave</strong>&nbsp;è un tipo di pubblico che è possibile definire mediante variabili sociodemografiche come luogo, età, genere o comportamenti e interessi diversamente combinabili fra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello&nbsp;<strong>personalizzato&nbsp;</strong>(<em>custom audiences</em>) è, invece, una tipologia di pubblico “caldo” e comprende tutti gli utenti che hanno già interagito con il brand, ad esempio visitandone il sito. Questo pubblico è utilissimo per fare azioni di remarketing, ma per tracciarlo è necessario installare sul sito il pixel di Facebook così da tenere traccia delle azioni degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico&nbsp;<strong>simile</strong>&nbsp;(<em>lookalike</em>) è un tipo di pubblico “freddo” poiché si rivolge a nuovi possibili utenti “simili” a quelli che già conoscono o hanno interagito con il brand. Questo pubblico permette di raggiungere nuove persone simili al pubblico personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene la creazione e il funzionamento delle Instagram ADS richiami quello delle Facebook ADS, vi sono però alcune micro-differenze, specie se parliamo di pubblico. Facebook, rispetto ad Instagram, permette infatti una personalizzazione del pubblico molto più dettagliata e, per questo, risulta più indicato qualora il target fosse composto da una nicchia molto ristretta di persone.</p>



<ol class="wp-block-list" start="4">
<li>Scegli i tuoi posizionamenti</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il pubblico, occorre scegliere quali sono i&nbsp;<strong>posizionamenti</strong>, ovvero, dove desideri che Meta pubblichi online la tua sponsorizzata. Puoi impostare i posizionamenti in maniera automatica (<em>Advantage</em>+), o manuale scegliendo tra i vari posizionamenti disponibili (Facebook, Instagram, Audience Network o siti web e app terzi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelli automatici basano il posizionamento sull’algoritmo e sono consigliati da Meta poiché permettono una miglior gestione del budget. In questo caso, è l’algoritmo a scegliere dove pubblicare l’inserzione in base al posizionamento più performante. Contrariamente, i posizionamenti manuali sono più complessi dacché richiedono di impostare manualmente tutte le opzioni di posizionamento desiderate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui tu voglia pubblicare le tue inserzioni solo su Instagram, ti basterà cliccare sulla voce “Posizionamenti manuali”, selezionare “Instagram” e scegliere il tipo di inserzione che vuoi creare.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2023/02/posizionamenti-google-ads.png" alt="" class="wp-image-7547"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">5. Crea il tuo annuncio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la fase in cui potrai decidere se creare la tua inserzione pubblicizzando un contenuto già esistente o se crearne da zero di nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sceglierai quest’ultima opzione, non ti resterà che dare&nbsp;<strong>libero sfogo alla creatività</strong>&nbsp;attraverso video, foto, grafiche e copy accattivanti da inserire all’interno delle tue inserzioni in base ai formati e ai posizionamenti che hai scelto. È importante scegliere la tipologia di formato in base a ciò che vuoi comunicare al tuo target, sia all’obiettivo che vuoi raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bene, a questo punto, non ti rimane che condividere la tua inserzione con il tuo pubblico e monitorarne i risultati.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="costo-pubblicità-instagram">Quanto costa fare pubblicità su Instagram</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Social Advertising, non è possibile parlare di costi fissi, poiché il budget che investirai in ADS dipenderà da fattori come la qualità delle inserzioni, il pubblico o target di riferimento, l’obiettivo scelto, ma soprattutto, quale azione vuoi che l’utente faccia, in termini di conversione, tramite la tua inserzione. Ad esempio, le campagne con obiettivo interazioni hanno un costo relativamente inferiore rispetto, invece, ad una con obiettivo contatti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="conclusioni">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver visto cosa sono e come funzionano, possiamo affermare che le Instagram ADS, integrate in una solida strategia di Social ADV, possono essere uno strumento molto potente per dare uno slancio significativo alla tua attività, offrendoti infinite possibilità, non solo di raggiungere nuovi clienti, ma anche di definire e consolidare l’<strong>awareness&nbsp;</strong>del tuo brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Investire sulle Instagram ADS, significa dunque investire sul tuo business e ottenere risultati, che altrimenti, non sarebbe possibile raggiungere con il solo lavoro in organico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/come-le-instagram-ads-possono-aiutare-a-promuovere-il-tuo-business/">Come le Instagram ADS possono aiutare a promuovere il tuo business</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/come-le-instagram-ads-possono-aiutare-a-promuovere-il-tuo-business/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cinque esempi di rebranding virtuosi e vittoriosi</title>
		<link>https://vanillamarketing.it/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi/</link>
					<comments>https://vanillamarketing.it/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 16:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vanilla.vanilla-dev.it/?p=7929</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ad oggi, tantissimi sono i marchi a noi più noti ad aver compiuto un’azione di rebranding.Mentre alcuni hanno agito sulla brand identity al fine di rendere la propria immagine più moderna e accattivante agli occhi del pubblico, altri, invece, lo hanno fatto nel tentativo di renderla più in linea con la propria essenza o per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi/">Cinque esempi di rebranding virtuosi e vittoriosi</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi, tantissimi sono i marchi a noi più noti ad aver compiuto un’azione di rebranding.<br>Mentre alcuni hanno agito sulla brand identity al fine di rendere la propria immagine più moderna e accattivante agli occhi del pubblico, altri, invece, lo hanno fatto nel tentativo di renderla più in linea con la propria essenza o per mantenersi competitivi all’interno del mercato.<br>Ma prima di vedere alcuni esempi di rebranding che potremmo definire virtuosi e vittoriosi, definiamo brevemente che cos’è.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#definizione-rebranding">Cosa si intende per rebranding</a></li>



<li><a href="#rebranding-consapevole">L’importanza di un rebranding consapevole</a></li>



<li><a href="#rebranding-riusciti">Dei rebranding ben riusciti</a>
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#hugo-boss">Hugo Boss</a></li>



<li><a href="#barilla">Barilla</a></li>



<li><a href="#m&amp;m's">M&amp;M’s</a></li>



<li><a href="#plenitude">Plenitude</a></li>



<li><a href="#tas">T</a><a href="https://www.vanillamarketing.it/storie/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi#tas">as</a></li>
</ul>
</li>



<li><a href="#conclusioni">Conclusioni</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="definizione-rebranding">Cosa si intende per rebranding</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il termine rebranding intendiamo un’<strong>azione</strong>&nbsp;<strong>di marketing strategica</strong>&nbsp;volta ad apportare uno specifico&nbsp;<strong>cambiamento</strong>&nbsp;nella brand identity di un’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’ottica di <a href="https://vanillamarketing.it/emotional-marketing-cose-e-quanto-conta-saperlo-usare-bene/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emotional marketin</a>g, dare nuova linfa al proprio brand significa anche prendere in considerazione le emozioni che il proprio pubblico di riferimento potrebbe provare in modo tale da restituire un’esperienza piacevole a livello visivo e no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Muzellec e Lambkin sostengono che, in una strategia di rebranding, il cambiamento può realizzarsi, a seconda dell’intensità con cui ha luogo, sia attraverso il nuovo posizionamento&nbsp;di un dato brand sul mercato, sia intervenendo sugli elementi estetici o visivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occhio, però, a non confondere il concetto di&nbsp;<strong>rebranding</strong>&nbsp;associandolo al&nbsp;<strong>restyling</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza del processo di rebranding, più complesso e radicale, quest’ultimo consiste in una singola<strong>&nbsp;azione di</strong>&nbsp;<strong>comunicazione</strong>&nbsp;il cui scopo è quello di modernizzare visivamente l’immagine di un brand agendo sui soli elementi visivi, come accade nel caso specifico del restyling di un logo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi di una strategia di rebranding possono essere molteplici.<br>Tra i principali troviamo aiutare l’azienda ad aumentare l’appeal del brand richiamando l’attenzione del pubblico, aprirsi a nuovi mercati obiettivo o rivolgersi a nuovi target di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di un cambiamento nel design, il restyling del logo o della scelta di un nuovo brand name, imprescindibile è che l’azienda ridefinisca la propria identità avendo ben chiari i suoi obiettivi di business, mantenendo sempre una corretta <a href="https://vanillamarketing.it/immagine-coordinata-cose-e-come-definirla-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">immagine coordinata</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="rebranding-consapevole">L’importanza di un rebranding consapevole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attuare una strategia di rebranding significa, dunque, agire sulla&nbsp;<strong>percezione</strong>&nbsp;che il pubblico e il mercato hanno di un brand, contribuendo a consolidare l’immagine che essi stessi ne condividono.<br>Ecco perché è importante che il processo di rebranding sia&nbsp;<strong>ben studiato, pianificato e attuato</strong>&nbsp;in base agli obiettivi di marketing dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare rebranding in maniera efficace richiede perciò&nbsp;<strong>consapevolezza</strong>,&nbsp;<strong>pianificazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>strategia</strong>&nbsp;per il fatto che operare un cambiamento nella brand identity aziendale comporta non pochi rischi per la reputazione del brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dei&nbsp;<strong>rischi&nbsp;</strong>del rebranding, specie quando interviene su elementi visivi come il packaging di prodotto o il logo, sono creare nel consumatore un forte&nbsp;senso di confusione e spaesamento che impedisce al brand di essere immediatamente riconoscibile, o addirittura, causare la perdita di clienti storici o di nuova acquisizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="rebranding-riusciti">Dei rebranding ben riusciti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È giunto il momento, però, di prendere in esame dei rebranding concreti, portati avanti da aziende che si sono volute&nbsp;<em>svecchiare</em>&nbsp;e rinnovarsi agli occhi del proprio target di riferimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="hugo-boss">Hugo Boss</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonisti del suo rebranding sono stati lo “<strong>sdoppiamento</strong>” della brand&nbsp;identity del marchio e la conseguente pianificazione di un&nbsp;<strong>nuovo posizionamento</strong>&nbsp;per entrambi i marchi, Hugo e Boss, da rivolgere rispettivamente a due diverse tipologie di target; il brand Hugo rivolto alla generazione Z e Boss ai millennials.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che secondo noi ha reso particolarmente efficace tale operazione è la&nbsp;<strong>strategia</strong>&nbsp;alle sue spalle. Un’azienda che vuole mantenere il proprio marchio competitivo, aprendosi a nuovi target, necessita senza dubbio di una solida strategia di rebranding.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattandosi di un nuovo posizionamento di brand, seppur per un leader della moda già mondiale, secondo noi questo rappresenta un esempio di rebranding virtuoso dal momento che la sola operazione di restyling del logo non sarebbe stata affatto sufficiente né efficace.<br>Questo perché, al di là di quanto si potrebbe pensare, il restyling di un logo non è l’obiettivo principale di una strategia di rebranding, ma un effetto conseguente e mai scontato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, la&nbsp;<strong>nuova visual identity</strong>&nbsp;dei due marchi riflette e segue la strategia di rebranding.<br>Dopo molto tempo, infatti, i due loghi sono stati modernizzati optando, a livello grafico, per uno&nbsp;<strong>stile minimalista</strong>&nbsp;e sicuramente più deciso mantenendo le due colorazioni classiche, del rosso per il marchio Hugo e nero per Boss.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I loghi prima del restyling:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Hugo-Boss-logo-2.png" alt="" class="wp-image-7521"/></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Hugo-Boss-logo-1.png" alt="" class="wp-image-7520"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I loghi dopo:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Hugo-Boss-nuovi-loghi.png" alt="" class="wp-image-7522"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="barilla">Barilla</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Altro caso di rebranding aziendale virtuoso è stato quello attuato da Barilla.<br>In occasione del suo 145° compleanno, infatti, Barilla ha pensato bene di rifare il look restituendo al suo pubblico un’immagine aziendale&nbsp;completamente<strong>&nbsp;diversa&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;rinnovata&nbsp;</strong>del marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito della nuova identità, Gianluca di Tondo, Chief Marketing Officer di Barilla ha affermato:&nbsp;<em>“Questa nuova visual identity e l’impegno verso la sostenibilità avvicinano ancora di più il brand Barilla alla nostra visione di futuro: la pasta come gesto d’amore non solo per le persone, ma anche per il pianeta grazie a scelte quotidiane più consapevoli. Oggi celebriamo i nostri 145 anni, abbracciando le sfide dei nostri tempi per evolvere come Marca insieme alle persone”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo visto in precedenza per Hugo e Boss, anche in questo caso, il processo di rebranding è sostenuto da una valida strategia.<br>Oltre ad aver effettuato anch’esso, di recente, un&nbsp;<strong>restyling del logo</strong>&nbsp;enfatizzando la data di fondazione del marchio, Barilla ha pensato bene di introdurre, per i formati classici, un&nbsp;<strong>nuovo packaging</strong>, completamente in cartone, capace di mettere in risalto l’impegno dell’azienda nei confronti dell’<strong>ecosostenibilità</strong>&nbsp;e rimuovendo, in via definitiva, la tradizionale finestrella in plastica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Nuovo-packaging-216x300.webp" alt="" class="wp-image-7523"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche&nbsp;<strong>l’intensità dei colori&nbsp;</strong>rosso e blu del nuovo packaging contribuisce ad esaltare lo stile vintage ma allo stesso tempo moderno del nuovo volto Barilla.<br>La strategia di Barilla ha inoltre previsto il lancio sul mercato della sua&nbsp;<strong>prima linea di pasta trafilata al bronzo</strong>, emblema di qualità e innovazione in tutto il mondo e che conferma a nostro parere il nuovo posizionamento di marca ricercato dall’azienda.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Pasta-Barilla-trafilata-al-bronzo-300x300.jpg" alt="" class="wp-image-7524"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli obiettivi di mercato di Barilla, come anticipato, consiste proprio nella volontà di raggiungere un posizionamento quanto più internazionale e, per questo, ha pensato bene ad un&nbsp;<strong>nuovo claim</strong>: “<em>Barilla, un gesto d’amore che l’accompagnerà in tutto il mondo</em>”, attraverso il quale farsi ambasciatrice della gastronomia italiana in tutto il mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="m&amp;m's">M&amp;M’s</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre Barilla ha manifestato il proprio impegno verso tematiche come la sostenibilità ambientale, la parola d’ordine della strategia di rebranding firmata M&amp;M’s è&nbsp;<strong>inclusività</strong>.<br>A testimoniarlo, è il fatto che l’azienda produttrice a livello mondiale di confetti colorati abbia deciso di rinnovarsi proponendosi al pubblico e al mercato con una&nbsp;<strong>nuova brand image</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivo di M&amp;M’s, a livello globale, è quello di ricreare un forte<strong>&nbsp;senso di appartenenza</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>inclusione</strong>&nbsp;facendo leva sul diritto che ognuno di noi ha di&nbsp;essere felice e sentirsi parte integrante del proprio mondo, grazie alla propria&nbsp;<strong>unicità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza della strategia vista sia per Hugo Boss che per Barilla, in questo caso, non c’è stata necessità da parte di M&amp;M’s di intervenire sul logo ma, quanto più, la volontà e il desiderio di agire esclusivamente sul proprio&nbsp;<strong>stile comunicativo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il logo sia rimasto tale, infatti, il forte cambio di personalità del brand è ravvisabile, oltre che nel cambio estetico delle mascotte e nella forma irregolare di ogni confetto, soprattutto nell’enfasi data alla &amp; commerciale che rimanda al concetto di inclusività.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Immagine-MMs-1-300x202.png" alt="" class="wp-image-7525"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Immagine-MMs-2.jpeg" alt="" class="wp-image-7526"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Immagine-MMs-3-300x169.jpg" alt="" class="wp-image-7527"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’insieme di questi elementi contribuisce a rendere, secondo noi, ancor più&nbsp;<strong>evidente</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>unico</strong>&nbsp;lo stile comunicativo e il tone of voice fortemente&nbsp;<strong>inclusivo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>unificante</strong>&nbsp;di M&amp;M’s che, seppur aggiornato, mantiene inalterato il forte umorismo che da sempre lo caratterizza.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="plenitude">Plenitude</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Altro caso di rebranding vittorioso è quello rivoluzionario messo in atto da Eni Gas e Luce, che dallo scorso marzo ha un nuovo nome, Plenitude.<br>Un’azione di marketing strategica molto coraggiosa che ha però permesso all’azienda di stravolgere la propria identità, a partire dalla scelta del&nbsp;<strong>nuovo naming</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Nuovo-logo-300x283.png" alt="" class="wp-image-7529"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene il nuovo naming mantenga al suo interno la parola “Eni”, esso rimanda alla “pienezza” e alla visione globale di Eni di un’energia capace di rigenerarsi e orientata per questo all’<strong>ecosostenibilità</strong>.<br>Non a caso, tra gli obiettivi di Plenitude vi è, infatti, la volontà di azzerare le emissioni di anidride carbonica entro il 2040.<br>Sarebbero due le principali novità alla base del cambiamento di Eni: l’ingresso di un nuovo amministratore delegato nel gruppo, Stefano Goberti, e il suo cambio di Statuto Sociale, divenuto quello di Società benefit che associa all’obiettivo di profitto dell’azienda anche quello sociale connesso a tematiche quali ambiente e sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al nuovo naming, la strategia di rebranding ha determinato anche il conseguente restyling del logo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Nuovo-logo-Plenitude-300x150.webp" alt="" class="wp-image-7528"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come possiamo vedere, il nuovo logo mantiene lo storico simbolo del cane a sei zampe ma che, questa volta, rivolge il suo sguardo verso il sole, a simboleggiare l’<strong>impegno</strong>&nbsp;e lo&nbsp;<strong>sguardo al futuro</strong>&nbsp;dell’azienda.<br>Anche i colori del logo cambiano. Il nero e il rosso del vecchio logo vengono difatti abbandonati in favore del verde e del giallo che rimandano alla sostenibilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="tas">Tas</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Arriviamo infine all’ultimo esempio di rebranding virtuoso di cui vorremmo parlarvi.&nbsp;Per chi non la conoscesse, Tas è azienda che offre servizi e soluzioni finanziarie e che ad oggi conta nove sedi in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso settembre, a seguito dell’ingresso di una nuova governance all’interno del gruppo, Tas ha inaugurato una&nbsp;<strong>nuova fase evolutiva</strong>&nbsp;del brand attuando una strategia di rebranding, riflesso della volontà dell’azienda di espandersi a livello internazionale e di affermarsi come punto di riferimento nella rivoluzione dei pagamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel rispondere alle nuove sfide e opportunità del mercato attuale, più aperto e competitivo, Tas ha puntato su una&nbsp;<strong>nuova mission aziendale</strong>&nbsp;volta alla&nbsp;<strong>semplificazione</strong>&nbsp;della complessità tecnologica per i propri clienti, proponendo loro soluzioni sempre innovative in ambito di gestione dei servizi finanziari.&nbsp;Anche qui, il restyling del logo riflette ed enfatizza tutte le trasformazioni compiute dall’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo visto in precedenza per Plenitude, anche nel caso di Tas, il nuovo logo rompe con il passato.<br>Si tratta di un logo più fresco e moderno, oltre che in linea con la nuova mission aziendale, in grado di riflettere pienamente i valori e le ambizioni dell’azienda e che ingloba al suo interno il concetto stesso di semplificazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Vecchio-logo-Tas-300x120.jpg" alt="" class="wp-image-7530"/></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://blog.vanillamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Nuovo-logo-Tas-300x158.jpg" alt="" class="wp-image-7532"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’elemento innovativo nel design del nuovo logo, oltre allo slogan, è rappresentato dal gradiente di colore che cambia passando dai toni dell’arancio a quelli del viola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A nostro parere, i colori del nuovo logo, così come la forma geometrica stessa, contribuiscono a rendere la&nbsp;<strong>dinamicità</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>cambiamento</strong>, emblema della volontà dell’azienda di innovarsi ed aprirsi a sfide future rimanendo competitiva.<br>A cambiare, come già anticipato, è stato anche lo&nbsp;<strong>slogan</strong>&nbsp;che diventa “evolving payments” e che abbandona il tradizionale riferimento al gufo contenuto nella grafica del vecchio logo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="conclusioni">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quelli appena visti sono solo cinque dei numerosissimi esempi di rebranding, così come tanti sono i marchi che scelgono di apportare un cambiamento alla propria brand identity, ognuno con ambizioni e obiettivi di business differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, per far sì che il processo di rebranding si riveli efficace e vincente, è necessario che esso sia supportato da una valida strategia di marketing tale da permettere all’azienda il raggiungimento dei propri obiettivi senza ritorni negativi sull’identità o immagine del marchio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vanillamarketing.it/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi/">Cinque esempi di rebranding virtuosi e vittoriosi</a> proviene da <a href="https://vanillamarketing.it">Vanilla Marketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://vanillamarketing.it/cinque-esempi-di-rebranding-virtuosi-e-vittoriosi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
